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Archive for gennaio 2011


Maria Mazzucato

Sono passati già tre mese dal fatidico ponte del primo novembre che ha sconvolto la mia casa e la mia vita, 40 centimetri d’acqua in casa, non acqua pulita, acqua inquinata, fangosa, di un fango che non se ne vuole andare via.
Chi l’ha provato, chi l’ha vista, lo sa: non c’era modo di toglierlo con l’acqua, bisognava sfregare e sfregare bene per togliere quel fango dai mobili, quelli (pochi, visto che tutta la mia casa è al piano terra) che non abbiamo dovuto buttare, a volte dopo aver provato a tenerli, lavarli, sgocciolarli, spostandoli più e più volte una giornata dopo l’altra solo per poter pulire e ripulire e ripulire e ripulire e…
Ieri ho trovato un volantino per il versamento volontario degli aiuti economici al mio Comune, e finalmente sono riuscita a piangere.
E’ stato un pianto profondo, come quello che sento ora: non un pianto isterico o di stanchezza: proprio dolore perchè non me ne frega niente dei soldi e di tutto quello che mi viene detto attorno: voglio solo indietro la mia casa, le mie cose al loro posto, i miei mobili, e quel pezzo di cuore che la violenza inesorabile del fiume si è portato via. Voglio la tranquillità di non andare in panico appena sento una pioggia un po’ più forte sul tetto, voglio dormire senza preoccuparmi se la temperatura esterna si sta alzando, che magari la neve sui monti si scioglie di nuovo di botto e arriva un’altra onda dal fiume che ti entra dappertutto e non la puoi fermare.
Tre mesi ci ho messo a piangere, di quel pianto lì.
Appena ho finito di ramazzare da tutte le parti e ho iniziato ad aspettare (aspettare che si asciughino le pareti, aspettare che arrivino i finanziamenti, aspettare che ci dicono come spenderli, ‘sti soldi, che se sbagli glieli devi anche dare indietro) ho accolto questa proposta di aiuto della Federazione Shiatsu, e mi sono affidata alle mani di un’operatrice. La conosco, ma non è stato facile affidarmi: non per diffidenza, solo per paura di sentire questo dolore attanagliarmi dentro: che poi, si sa, già ognuno di noi ha i suoi problemi, anche senza le alluvioni, figuriamoci.
E quindi sono entrata in questo spazio che, si sentiva, era tutto per me.
Un lusso incalcolabile, quando mi sembrava di non avere nient’altro che macerie e umidità.
Nemmeno il corpo mi sembrava mio, era talmente dolorante e provato che avrei voluto usarlo come qualcosa che potevo togliere, al bisogno, e magari fare a cambio per un paio d’ore con qualche ragazzina giovanissima che non ha mai avuto problemi di salute importanti, in vita sua.

Sentire tutto questo non era facile.
Era più facile staccarmi da me.
E lei, invece, ha accolto tutto, lievemente, delicatamente.
Sembrava sfiorarmi appena con le mani.
Sicuramente è soggettivo, ognuno poi ha una sensibilità diversa, magari uno si immagina questa digitopressione come una pressione forte a tutti i costi, e magari gli va anche bene, una bella azione energica per dare una spronata alla situazione… ci sono dei momenti così, che si ha voglia di cose forti. Invece, questa volta, un tocco leggerissimo, come un piccolo vestito di cura per un corpo e un’anima che non ce la facevano proprio a tenere tutta quella roba che veniva da fuori e da dentro e, come l’acqua, non potevo contenere, e non riuscivo a lasciar andare.
A volte sono riuscita ad addormentarmi, e non è poco quando passavo notte dopo notte a svegliarmi di botto e tutto sapeva il perchè tranne la mia mente.
A volte usciva qualche piccola lacrima che tornava subito dentro. A volte era solo freddo umido che usciva dalle ossa.
E sempre, sempre, da parte di chi si occupava di me, un sorriso e una sorta di abbraccio grande tutta una stanza, dove tutto si occupava di me.
E’ stato importante per me questo sostegno.
Continuo ad andare, un po’ alla volta tutta quest’acqua stagnante se ne andrà.
Intanto un ne è scesa forte e intensa dai miei occhi: un piccolo ruscello cristallino e salatissimo.
Mi fa male, e mi fa bene: mi riprendo un pezzettino che pensavo di non volere, di non avere più.
Ci vuole un po’ di tempo, e pazienza.
Sì, lo so.
Per fortuna c’è qualcuno che mi aiuta.

Grazie.

Maria – Veggiano

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In allegato trovate il file con l’articolo pubblicato  il 26 gennaio 2011 da Il Giornale di Vicenza

Non riusciamo a far capire che lo Shiatsu non è un massaggio??!! ma…….

 

 

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Carissimi tutti,

vi scrivo per aggiornarvi e fare un po’ il punto della situazione al momento  attuale rispetto al progetto che ci vede tutti impegnati “Tocchiamo il cuore del Veneto”

Con Clara Russo Responsabile Regionale  Veneto per la FIS  avevamo pensato di creare anche un incontro per scambiarci idee e informazioni, ma il tempo è tiranno e non è facile trovare un momento adatto,  spero  di poterlo fare  a Rimini quando ci incontreremo per il convegno nazionale ai primi di aprile.

Ad oggi  non abbiamo raccolto molta visibilità nonostante l’impegno investito.

Le amministrazioni comunali,  ovviamente sotto pressione su tanti fronti, non hanno colto molto la nostra offerta di pressione SHIATSU.
Nei comuni di Saletto ,   Veggiano e Ponte San Nicolò  nella provincia di Padova,   sono riuscita a far arrivare a buon fine l’informazione,  grazie alla vostra  collaborazione o  tramite contatti diretti personali, e anche ad avere una risposta positiva da parte dei  cittadini.
Le richieste di patrocinio alle Province e alla Regione che da abbiamo inoltrato da subito, per li momento sono in attesa di una risposta, vedremo se con il tempo anche la Regione Veneto, come la Regione Abruzzo, ci riserverà questo riconoscimento.

Solo qualche operatore mi ha avvisato di essere stato contattato, potremmo aumentare questo numero di contatti probabilmente se ognuno di noi oltre a rendersi disponibile per i trattamenti potesse trovare il tempo e la voglia di farsi portavoce del progetto stesso ed impegnarsi con i mezzi a sua disposizione nel passare la notizia:

via e-mail, parlandone con i propri riceventi, con i propri amici, tramite i giornali locali, le reti locali, le associazioni, ecc.
Qualcosa di interessante con i giornali è successo a Vicenza, alcune radio locali fanno girare un spot informativo, ecc.

A Bovolenta organizzeremo per il 7 e 8 maggio un fine settimana di trattamenti, appena avrò maggiori notizie vi invierò il dettaglio del programma
anche per raccogliere le vostre disponibilità a partecipare.

Con il  coordinatore dei Responsanbili Regionali  della Federazione Italiana Shiatsu,  Renato  Zaffina,  (ovviamente questo è un progetto che si può allargare a tutti gli operatori anche di altre associazioni) prevediamo di organizzare una giornata di raccolta fondi nelle altre regioni:
gli operatori che desiderano partecipare, si organizzeranno in gruppo o singolarmente nel proprio studio
Faremo modo di far circolare la notizia e far parlare dello Shiatsu , tramite dei comunicati stampa a livello regionale e nazionale

Conto nel vostro aiuto per arricchire di contenuti questa nostra vetrina verso l’esterno con i vostri commenti, con le condisioni vostre o delle persone che avete trattato.

Abbiamo prodotto una bella locandina e dei volantini che saranno pronti a giorni, ovviamente ora dobbiamo accordarci su come ottimizzare la distribuzione di questo materiale, chi di voi fosse disponibile per aiutarmi mi può contattare anche al cell. 3357050842

Un grazie a tutti per la vostra disponibilità e attenzione,
ma un grazie  particolare a chi mi ha aiutato e sostenuto nel produrre  i mezzi di comunicazione che mi permettono di trasformare le nostre idee in fatti concreti:
il sito, la locandina, i volantini ( non farò pubblicamente i loro nomi per evitare imbarazzi)
spesso questa parte di lavoro viene data per scontata, peccato o per fortuna che senza non potrebbe esistere l’altra, quella più nobile “il trattamento”

una abbraccio a presto Nadia Simonato

TOCCHIAMO IL CUORE DEL VENETO 1 – volta copia

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